Categorie: Gabriele tra noi, un santo per amico

I valori della solidarietà

Da rifiuto a nuova materia prima. È così che le aziende con una maggiore attenzione alla sostenibilità oggi si muovono in direzione del riciclo. Da quelle come la Fater che riciclano pannolini per bambini per trasformarli in nuove materie prime da inserire in differenti processi produttivi in grado di realizzare anche dei colorati banchi di scuola a quelle che invece raccolgono pneumatici usati o abbandonati per trasformarli in campi da calcio, pallacanestro e pallavolo, piste di atletica, pavimenti per gli sport equestri e asfalto drenante. Passando per il riciclo e il riuso dei vestiti vecchi che sta coinvolgendo alcune grandi catene dell’abbigliamento low cost per tutta la famiglia, come il brand svedese H&M che, ormai da diverse stagioni, propone il suo progetto di riciclo. È possibile rendere negli stores ufficiali i capi non più utilizzati, di qualunque marca e in qualunque stato, con un aiuto determinante per l’energia ambientale e con una immediata convenienza per tutti: un buono sconto per gli acquisti.

Il morso della crisi si fa sentire. E quando il bilancio familiare soffre, ecco che scattano i tagli. A cosa si rinuncia? Al superfluo, come all’acquisto di riviste e giornali, ad esempio. Così qualcuno ha avuto la bella idea di trasformare edicole e chioschi in spazi di scambio, baratto e aggregazione: le “edicole della solidarietà”. Tutto si sviluppa, anche qui, attorno al nobile principio del riuso. L’iniziativa nasce su stimolo di un gruppo di edicole informatizzate di Roma, che hanno creato un sistema virtuoso che permette di rimborsare i lettori che restituiscono libri, riviste, quotidiani o dvd. Tutti materiali per la diffusione di informazione e cultura già letti o visti, non più necessari. Il meccanismo è semplice: il prodotto torna in edicola e viene messo a disposizione degli utenti, che hanno così la possibilità di scegliere se usufruirne gratuitamente all’interno del negozio o acquistarlo a prezzo ridotto. Ma non è tutto. Esiste anche un’alternativa più vantaggiosa: caricare il buono su una tessera personale, in valuta digitale. In quel caso si restituisce la somma totale dell’acquisto, a patto che quel denaro virtuale sia utilizzato per comprare i prodotti lasciati nelle edicole della solidarietà.

Dalle edicole ai condomini, qualcuno ha pensato bene di sfruttare un’ex portineria per allestire un’accogliente e fornita biblioteca. Lui è Roberto Chiapella, portinaio in pensione, che ha deciso di creare uno spazio speciale dove accogliere libri e darli in prestito. La biblioteca, che sorge in via Rembrant 12 a Milano, oggi ospita oltre cinquemila volumi tutti ricevuti gratuitamente, come del tutto gratuita è ogni attività che viene messa in atto in pochi, ma vitalissimi metri quadrati dove nascono nuove relazioni tra vicini che fino a un momento prima si ignoravano o che, peggio ancora, avevano rapporti conflittuali. Una piccola biblioteca condominiale aperta al pubblico, la prima in Europa, diventa così un luogo dove incontrarsi, conoscersi, fare nuove amicizie, scambiare opinioni e riscoprire il gusto della conversazione e dello stare insieme.

E dalla città passando per le spiagge italiane, troviamo invece chi addirittura lungo la riviera romagnola ha messo a disposizione un ombrellone gratuito per il viandante. Due sdraio e un ombrellone coi colori della pace con su una scritta multilingue, per andare incontro alle esigenze di chi si trova a transitare sulla battigia. Non solo venditori ambulanti, ma anche anziani, donne incinte e turisti che desiderano magari semplicemente farsi un bagno e niente di più.

Tutto questo forse non è attenzione verso il prossimo? Qui si racconta di una bella fetta di società capace di remare anche controcorrente, senza rassegnarsi alla decadenza di quelli che chiamiamo ancora, senza vergognarcene, valori. Valori come quello della solidarietà, che raccomandava il giovane Gabriele a papà Sante, in una delle sue lettere scritte dal convento di Isola nel settembre del 1861: “Fate elemosina ai poverelli che rappresentano Gesù Cristo”. E ancora, nel dicembre dello stesso anno: “Nella penuria di merci ed altro, Iddio non mancherà di provvedervi, e provvedervi abbondantemente se voi provvederete lui nella persona dei poveri”. Il giovane Gabriele consigliava al papà di essere “liberale con i poveri di Gesù Cristo e non contentarsi di stendere con viso mesto e timore un pezzo di pane soltanto. Ricordatevi o padre che avete un figlio che alla fine non è altro che un povero che vive delle elemosine altrui, eppure non solo non gli manca niente, ma ha in abbondanza (lasciate che ve lo dica) più che nella casa paterna. Giustizia dunque vuole che voi diate ai figli di Gesù Cristo ciò che Gesù Cristo dà ad un figlio vostro”.                   catiadiluigi@nullinwind.it