Categorie: Giubileo della Misericordia Lascia un commento

Insegnare correggere consigliare

La più grande opera di democratizzazione del nostro tempo è stata certamente quella del sapere. Attraverso internet le informazioni sono giunte nelle case di tutti e la possibilità di accedere alla conoscenza ha superato le incolmabili barrire economiche, che un tempo permettevano solo a pochi l’accesso alle biblioteche meglio fornite e agli insegnamenti migliori. Questo tipo di conoscenza però non è ancora sufficiente a colmare il cuore dell’uomo. Si possono avere infatti molte nozioni ma non conoscere abbastanza la verità.

“Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato” (Mt 28,19-20). Questo comando di Gesù è l’opera di misericordia legata al bisogno di verità che alberga in ogni uomo: “conoscerete la verità e la verità vi farà liberi” (Gv 8,32). Non serve infatti sapere molte cose, avere una conoscenza enciclopedica, se non si conosce l’unica cosa veramente importante: la verità.

L’uomo ha bisogno di conoscere la verità su se stesso, sulla vita, sulla sua origine e il suo fine, sul bene e sul male, sulla morte e sulla vita eterna. La verità che è Dio, la sua parola, la verità di Gesù. Certo tutte le scienze sono importanti a un vivere migliore ma, senza la verità della vita, tutto è polvere e cenere. Con un’attenzione in ogni caso: neanche la verità su Dio deve essere ridotta a “informazione”. Insegnare su Dio non è sapere qualcosa in più di un libro che si chiama bibbia. La vera sapienza di Dio si trasmette solo attraverso la testimonianza di un vissuto pieno di lui. Non si tratta tanto di parlare di Dio quanto di far conoscere Dio, condurre a lui.

Certamente nel mondo esistono ancora aree di povertà culturale, persone che non sanno leggere e scrivere a cui l’istruzione è un dovere urgente darla, affinché possano riscattarsi dalla miseria che li affligge e così possano partecipare pienamente alla vita sociale. In questo campo le ormai mature istituzioni pubbliche, la scuola, il governo delle nazioni, devono compiere il proprio dovere fino in fondo. E lì dove esse non arrivano deve giungere l’opera delle persone di buona volontà. Non può esistere, infatti, verità senza la carità. Anzi proprio la carità, quella che si prende cura di ogni miseria, testimonia al meglio la presenza della verità di Dio poiché egli stesso è carità.

La conoscenza della verità conduce a impegnare la propria libertà su di essa e a sperimentare che è veramente in grado di dare la pienezza della vita. Gesù ci convoca dicendo: “Io sono la via, la verità e la vita” (Gv 14,6). Certamente è un cammino impegnativo. Sorgono dubbi. Si sperimentano limiti e povertà umane e morali che impediscono una piena realizzazione di quanto pregustato come vero, giusto e buono. Per questa ragione sono legate alla verità altre due opere di misericordia: correggere i peccatori, consigliare i dubbiosi.

Lo spirito umano è contrassegnato di insufficienze. Sembra proprio che Dio abbia voluto lasciarci nel mezzo affinché potessimo aiutarci gli uni gli altri. Proprio perché imperfetti, sperimentiamo il bisogno e la possibilità dell’aiuto reciproco. Sbagliamo, pecchiamo e abbiamo bisogno di correzione e perdono. Correggere è dunque un’opera che richiede molta attenzione. Lo si deve fare senza ferire, senza umiliare. Si deve correggere promuovendo il meglio che c’è in ognuno. Si deve infatti ricondurre alla verità. E la verità è sempre Cristo.

Altre volte sono le scelte a mettere in crisi gli uomini e le donne. Il dubbio assale. Qual è la verità? Qual è la scelta giusta? Ci sono però dubbi che possono avere il valore positivo di stimolare la ricerca di ragioni più profonde ma ci sono anche dubbi che bloccano. Consigliare i dubbiosi vuol dire allora cercare insieme la verità, quella verità che è la strada giusta da imboccare. Ma chi può veramente insegnare, correggere, consigliare la verità? Gravi sembrano le responsabilità legate a tali azioni. Eppure Gesù si fida di noi: “andate e insegnate!” Si fida e ci accompagna: “Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”.

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