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LA FELICITÀ TRA DESIDERIO E REALTÀ

Il desiderio di felicità è connaturale alla creatura, ma è anche un’esperienza fugace. Vediamo cosa dice il catechismo dei giovani “Dio ha posto nel nostro cuore un infinito desiderio di felicità che solo lui può appagare. Tutte le soddisfazioni terrene ci danno solo un assaggio della felicità eterna, e tramite queste dobbiamo lasciarci trasportare verso Dio” (YC 281). Una visione pessimistica? Non credo, poiché tutti sperimentiamo quanto fragile e passeggera sia la gioia! Eppure la riteniamo un’esperienza importante. Ma è necessario riconoscere la sostanziale differenza tra l’allegria e la gioia e, nello stesso tempo, scoprire la sorgente ultima della gioia. Il filosofo francese Blaise Pascal, nei suoi Pensieri scriveva: “La felicità non è in noi, ma non è neppure fuori di noi; la felicità è solo in Dio, e quando lo abbiamo trovato, allora è da tutte le parti.” Vuol dire che, secondo il filosofo,  seguendo la Sacra Scrittura, il credente può trovare una via per raggiungere la felicità: è la pagina delle Beatitudini! Una vera sfida all’intelligenza umana, al pragmatismo dell’efficienza produttiva perché il Vangelo è una promessa di felicità per tutte le persone che desiderano percorrere le vie di Dio. Gesù rivolgendosi ai suoi discepoli e alle folle che lo seguivano, ha detto che si posa una benedizione infinita su coloro che ne imitano la vita e ricercano la pace con cuore semplice e puro (YC 282). Caro amico/a, prova a leggere con attenzione nel vangelo secondo Matteo (5,3-12) il “discorso della montagna” e capirai subito che la via della felicità o della beatitudine consiste in uno stile di vita che non è comunemente condiviso dagli uomini di ieri e di oggi: la povertà (di spirito), il pianto, la mitezza, la fame e la sete della giustizia, la misericordia, la purezza del cuore, la ricerca e l’impegno per la pace, e, addirittura, la persecuzione per non tradire la giustizia. Eppure proprio in queste situazioni si è manifestata l’umanità di Gesù di Nazareth, nelle sue relazioni, nella predicazione e negli incontri… sino alla fine con la sua condanna alla crocifissione! Tutte le volte che rifletto su questa realtà, riecheggia in me la prima risposta della fede: Gesù Cristo come uomo mi indica la via da seguire, come Dio mi apre la via della salvezza eterna! È lui la via, la verità e la vita: lo hanno creduto gli apostoli, lo crediamo anche noi! Ma questo non basta per te, caro amico/a che mi leggi, e penso alle tue domande o alle tue reazioni per l’esperienza quotidiana che vivi nella società. Rifletti ancora. Non lasciarti condizionare solo dalla logica del mondo, del male, degli interessi egoistici e guarda meglio intorno a te e dentro di te! Quali sono i personaggi che ammiri veramente? Francesco di Assisi, Gandhi, Martin Luther King, Madre Teresa di Calcutta… gli eroi e i santi di ieri e di oggi: non sono forse persone che hanno speso la propria vita per realizzare le beatitudini? Ora chiediti se hai già fatto esperienza di qualche beatitudine e hai provato gioia per questo? Immagina allora quale sarà la felicità finale se decidessi di spendere la tua vita per realizzare radicalmente anche una sola delle beatitudini! Pensa alla pace, alla giustizia, alla misericordia… solo per citarne qualcuna. E, infine: secondo te, quale beatitudine ha caratterizzato la vita del nostro san Gabriele? Pensaci bene, perché non è una domanda di curiosità, ma piuttosto di conoscenza di un Santo giovane e modello per i giovani, vista la sua normalissima vita di figlio, di studente, di sognatore e cercatore di Dio! Ma perché le beatitudini sono tanto importanti? Bella e chiara la risposta di YouCat: chi desidera veramente il regno di Dio osserva la lista delle priorità stabilita da Gesù con le beatitudini! (YC 284). Prima di augurarti buone vacanze, vorrei chiederti, caro amico/a, ti sei ricordato/a di rispondere al questionario in vista del Sinodo del 2018? Qualora non l’avessi fatto, hai tempo sino alla fine di luglio e potrai rivolgerti oltre che al mio indirizzo mail, anche al tuo parroco, o al responsabile diocesano della pastorale giovanile. È un’occasione importante offerta a te personalmente da papa Francesco: fai sentire la tua voce sulla tua esperienza di fede o sulla tua scelta vocazionale (cosa vuoi fare della tua vita?). Bene: ti auguro di trascorrere un periodo di serenità e di riposo, magari anche di esperienza lavorativa, senza dimenticare che la vacanza è un tempo prezioso per imparare a… pregare e ad ascoltare il Signore alla scuola della sua parola. Buone vacanze con san Gabriele.   misec@nulltiscali.it

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