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La nuova Basilica
A
causa del continuo aumento del flusso
dei pellegrini, il 26 febbraio 1970 fu
iniziata la costruzione di una nuova
basilica dedicata al santo. I progetti
furono elaborati dagli "Studi Associati"
di Milano negli anni '60, durante il
Vaticano II.
D'ispirazione ecumenica, la nuova
basilica protende le braccia ai quattro
punti cardinali e nella sezione richiama
la sagoma di una grande nave con la sua
stiva (cripta del santo), che in estate
ne ospita l'urna; la tolda (4 navate per
la celebrazione) e le 4 vele
pandirezionali, come simbolo della
Chiesa in cammino nel mondo.
Lunga 90 metri e larga 30, la grandiosa
struttura in cemento bianco, acciaio
cor-ten e vetro, può contenere 10 mila
persone, di cui 6/7 mila nella navate.
Quattro vasti matronei si affacciano
sulle 4 navate, non ostacolate dalle
eleganti colonne. Sei distinti ingressi
portano alla cripta sottostante.
Agli angoli delle quattro navate sono
stati ricavati ampi spazi per il sevizio
ai pellegrini: moderna cappella della
riconciliazione, cappella per
benedizioni, sala congressi, sale per
mostre e sale per gruppi. Un ampio
porticato accoglie i pellegrini
all'ingresso sud-est della basilica.
Gli interventi di completamento della
basilica, a partire dal 1981, sono stati
progettati dall'architetto romano
Eugenio Abruzzini, mentre le opere
artistiche (vetrate, mosaici, bronzi)
sono state realizzate dall'artista
cappuccino Ugolino da Belluno.

Nella parete di fondo della navata nord
risalta la grande vetrata "ad arco
rovesciato", dominata dal Cristo-luce,
simboleggiato dal sole nascente che si
proietta sul mondo.
A sinistra, sul mosaico a tutta parete
l'artista ha riprodotto il miracolo
della moltiplicazione dei pani e dei
pesci; sulla destra campeggia la Vite
mistica, al cui centro è inserito il
tabernacolo, come un cuore gigantesco in
bronzo dorato.
L'altare feriale della navata nord è
sostenuto da una base rivestita di
mosaico, con tre anfore allusive alle
nozze di Cana e, sul retro, 7 ceste con
pani, simbolo dei 7 sacramenti. A
sinistra c'è l'ambone coperto di
mosaico, su cui domina una croce
francescana. Sulla destra il tormentato
crocifisso in bronzo.
Al centro della basilica è collocato il
grande presbiterio sopraelevato. La
monumentale mensa dell'altare maggiore,
in marmo bianco iugoslavo poggia su
"arcosolio rovesciato", con al centro la
"capsa delle reliquie". Accanto c'è il
grande ambone; dietro, sopraelevato
sulla sinistra, risalta la sede le
celebrante. Scintillanti graniti
policromi, dai finissimi intarsi
geometrici, rivestono il pavimento e le
gradinate di accesso.
Agli
angoli delle quattro navate sei
scalinate immettono alla cripta del
santo, che fu solennemente benedetta da
papa Giovanni Paolo II, in visita al
santuario, il 30 giugno 1985.
Sulle vetrate che sovrastano la navata
nord si intravede il grandioso concerto
di 14 campane (25 tonnellate di bronzo
finemente lavorato), fuse dalla ditta
Marinelli di Agnone negli anni'62-64;
ricordano il Concilio Vaticano II e il
primo centenario della morte del santo.
Fra tutte si distingue la campana
ecumenica che pesa 40 quintali, che come
architettura si ispira al duomo di
Spoleto; intorno alla campana sono
scolpite sette scene che raccontano i
fatti salienti della vita del santo e vi
risalta il bassorilievo dello storico
abbraccio tra Paolo VI e il patriarca
Atenagora I, avvenuto a Gerusalemme il 5
gennaio 1964; sul lato opposto sono
raffigurati Giovanni XXIII e J. Kennedy,
grandi operatori di pace scomparsi nel
1963.
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