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I
Miracoli
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Chi scrive questa volta è la signora Annalisa di Castellalto (TE), che così ha voluto far conoscere l’intervento del santo in favore di suo marito.
“Caro san Gabriele, ti scrivo con la speranza che questa lettera venga pubblicata così potrò far sapere a tutti la grande grazia che abbiamo ricevuto e ringraziarti immensamente.
Il 28 luglio 2006, verso le 16, mio marito cadde da una scala e io capii subito che la situazione era gravissima. L’ambulanza lo portò all’ospedale di Teramo e la prima tac diagnosticò la rottura della bocca. Mio marito perdeva sangue dall’orecchio e dalla bocca. Dopo circa tre ore la situazione peggiorò e si era formato un ematoma cerebrale. Venne immediatamente operato perché in pericolo di vita.
Verso l’una di notte uscì dalla sala operatoria e venne ricoverato in rianimazione. Il chirurgo ci disse di pregare perché difficilmente avrebbe superato la notte.
Il 2 agosto, dopo una tac di controllo, mio marito venne operato di nuovo. Intanto il cugino di mio marito, sua moglie e una mia sorella erano venuti al santuario per chiedere la grazia.
Il 5 agosto ci fu il pellegrinaggio a piedi Teramo-San Gabriele e altri miei parenti vennero al santuario per chiedere la grazia.
Intanto i medici sostenevano che difficilmente mio marito sarebbe sopravvissuto e, anche se avesse superato quel momento, sarebbe vissuto in un coma vegetale. Io e le mie due figlie non volevamo crederci e ci affidavamo con sempre maggiore forza a san Gabriele.
Il 12 agosto mio marito riprese conoscenza: era avvenuto il miracolo. Il giorno dopo venne trasferito in neochirurgia, non ci sembrava vero, era stato proprio un miracolo. Il 25 agosto 2006 mio marito venne finalmente dimesso. Il chirurgo che lo aveva operato mi disse chiaramente: “Suo marito è un miracolato”. Oggi tutti noi ringraziamo san Gabriele perché mio marito è abbastanza autonomo e pian piano la situazione è migliorata tantissimo”.
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