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I
Miracoli
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Linda, una giovane mamma di Fonte Nuova (Roma), scrive per raccontare “un piccolo ma grande miracolo ricevuto da San Gabriele”.
”Ero incinta di Stefano, avevo già perso il primo figlio con un aborto spontaneo e appena ho saputo di essere rimasta nuovamente incinta ero al settimo cielo. La gravidanza non era però andata bene, perché ho avuto minacce d'aborto sin dal primo mese, così sono rimasta a letto per tutti i nove mesi. Arrivata però al sesto mese, quando ormai dicevo “Ce l'ho quasi fatta! Dovesse nascere ora ce la farà! Esistono tanti metodi per far vivere i bimbi prematuri!”, hanno scoperto che a Stefano non cresceva bene il cuoricino, aveva la parte sinistra che era la metà della destra e si vedeva ad occhio nudo quanto fosse evidente.
Così, nonostante dovessi rimanere ancora immobile, cominciai a fare visite su visite e mi fu detto che ci potevano essere varie possibilità per mio figlio:
- quando nascerà non avrà bisogno di nulla perché con la pressione che eserciterà il sangue alla nascita, le vene si allargheranno facendo fluire bene il sangue;
- potrebbe nascere down in quanto è un tipo di malformazione che hanno questi bimbi;
- potrà aver bisogno di un trapianto di cuore;
- morirà appena nato perché le vene, non sopportando la pressione del sangue, scoppieranno.
Noi non volevamo credere a quanto ci dicevano i medici e pregando San Gabriele ogni attimo della giornata andammo avanti sperando solo che non avesse bisogno di nulla; non abbiamo mai pensato nemmeno per un solo attimo ad un aborto, anche se ce lo avevano disgustosamente proposto.
Arrivò il 27 aprile 2002, quando per complicanze mi fecero un cesareo d'urgenza e nacque Stefano...era bellissimo! Le suore lo chiamavano bambino Gesù! Lo portarono d'urgenza al Bambin Gesù e riscontrarono una coartazione aortica, ovvero l'arco dell'aorta era talmente stretto che non faceva fluire il sangue, così da non permettere al cuore di crescere. Lo misero in osservazione e vi rimase per diciannove interminabili giorni, finché mi dissero che volevano provare ad operarlo, era un lunedì!
Poi, non so per quale strano motivo, decisero di ripetergli un’ultima ecografia e io andai casualmente con loro. Il dottore, mentre faceva l'ecografia, scuoteva la testa, io non capivo, finché alla fine disse: “Ma questo bambino non ha nulla! Domani è in dimissione!”. Io non capivo, doveva essere operato e invece lo stavano rimandando a casa, eppure le foto erano chiare, le avevo viste anche io! Il giorno dopo Stefano era fuori con me! Lo avevano dimesso davvero!
Ancora increduli andammo da un luminare, il professor Marcelletti. Una persona disponibile, umana, gentile che mi ricevette a casa sua con il figlio con la gamba rotta alle nove di sera senza che mi avesse mai conosciuto! Solo perché per telefono gli avevo detto che avevo un problema con il bimbo. Ci tranquillizzò, lo visitò e dopo vari accertamenti ci disse: “Se siete credenti, prendetelo come un miracolo!” Le nostre preghiere erano state ascoltate, ne avevamo avuto conferma! San Gabriele ci aveva aiutato! Ora a distanza di sei anni Stefano sta bene, sempre sotto controllo, ma più per scrupoli dei genitori, non per lui.
Io ho ventotto anni e ne ho passate diverse, incidenti, gravidanze difficili, malattie, operazioni, casa incendiata, però non sono rimasta mai da sola e ogni volta che prego ringrazio San Gabriele per tutto ciò che ho”.
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