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I
Miracoli
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Mi chiamo Giovanni Testa e sono di Bisenti, in provincia di Teramo. La mia storia iniza nel 1997, quando ebbi un incidente stradale nel quale riportai un forte trauma cranico e una grave lussazione alla spalla destra, oltre che escoriazioni su tutto il corpo.
Dopo circa un mese la testa tornò a posto, grazie anche ai farmaci, ma la spalla non tornò a essere quella di prima; infatti, oltre a farmi male, era anche inclinata in avanti. Dopo cinque anni, e cioè nel 2002, la situazione si aggravò, perchè l’artrite, oltre a limitare di molto i movimenti della spalla, mi provocava un dolore allucinante.
Non sapevo più come fare a vivere, la notte non dormivo per il dolore, stavo per perdere il lavoro, perchè non ce la facevo a mantenere i ritmi lavorativi. Per un periodo ho seriamente pensato al suicidio, ma non ho trovato il coraggio. Allora mi sono rivolto ai medici che mi dissero che l’unico sistema era quello di mettere una protesi, accorciando la lunghezza della spalla di un centimetro.
Mi ero quasi deciso ad operarmi, quando pensai di cominciare a pregare. Pregai tanto e mi recai due volte al santuario di san Gabriele per chiedergli la grazia. Ma non successe nulla, finchè una domenica mattina di fine febbraio 2003 sentii una spinta forte di recarmi al santuario, non sapevo per quale motivo dovevo andare al santuario, ma non potei resistere.
Dopo una notte insonne, presi la macchina, che a malapena riuscivo a guidare, e arrivai al santuario. Ad un tratto, mentre mi torvavo nel piazzale del santuario, mi accorsi che non avevo più nessun dolore alla spalla. L’artrite era scomparsa e nello stesso tempo mi sentii come toccare da una persona invisibile che mi raddrizzò la spalla esattamente come l’altra.
Infatti la mia spalla destra adesso è perfetta, come se non avessi mai avuro l’incidente. Oggri, ringraziando Dio, sto benissimo e posso fare una vita normalissima. Grazie, san Gabriele.
** Sono Rina Nazionale, originaria di Cologna Spiaggia (TE), ma vivo in Belgio da quarantacinque anni. Come sapete, sono anche quarantacinque anni che sono abbonata alla vostra cara rivista che leggiamo tutti in famiglia con gioia e che porta molta pace nella nostra casa.
Voglio raccontarvi una storia che finora conosce solo la mia famiglia. Nel 1973 ebbi un problema a un occhio e persi la vista. Fui ricoverata, ma i medici non riuscivano a capire il problema. Un pomeriggio mi ero addormentata, quando vidi il caro santo avvicinarsi al mio letto e chiedermi. “Da quale occhio non ci vedi?”. Io gli indicai l’occhio e lui vi fece due volte il segno della croce sopra. Quando mi svegliai, mi accorsi di aver ritrovato la vista all’occhio malato. I medici non volevano crederci, anche perchè le loro cure non erano ancora iniziate. Io allora capii che il santo mi aveva fatto la grazia.
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