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I ricordi del Santo
Venendo
dalla Sala Esposizione e procedendo a
destra, s'incrocia il
CorridoioPinacoteca dalle pareti
tappezzate di quadri e bacheche. In
fondo, a destra, scende la ripida Scala
di San Francesco, detta ora Scala di San
Gabriele perché d'uso quotidiano ai
tempi del Santo.
A metà corridoio, sulla destra si trova
l’ingresso alla Cameretta del Transito,
abitata dal Santo negli ultimi mesi e
trasformata in Cappella nel 1905. Sulla
Pala dell'attuale altarino marmoreo
(1929) la Tela del Transito del Francisi,
collocatavi nel 1922 su preesistente
struttura lignea.
In alto, a sinistra, copia della Sacra
Icona di Spoleto, che il 22 agosto 1856
invitò pressantemente Gabriele a
lasciare il mondo; a destra, copia della
Madonna della Quercia che San Gabriele
venerò la prima volta al suo ingresso al
noviziato di Morrovalle (Mc) il 10
settembre 1856.
Sopra la piccola finestra originale, una
lapide latina (del Beato Silvestrelli,
suo compagno di noviziato) recita: "San
GABRIELE DELL'ADDOLORA TA / modello di
pietà religiosa e devotissimo dei Dolori
della Madonna / consumato più dalle
fiamme del divino amore che dalla
malattia / invocando soavemente Gesù,
Giuseppe e Maria / qui rese lo spirito
il 27 febbraio 1862 / nel suo 24esimo
anno di età."
Presso l'altare, Padre Germano,
Postulatore della Causa, collocò parte
del Tavolo e Pavimento occupati dal
Santo nell'antico refettorio al piano
inferiore. Sulla parete destra lo stemma
di Assisi, e dalla soffitta pende la
Lampada votiva recata dal popolo di
Pretara d'Isola nel 1893.
Retrocedendo,
in fondo a sinistra c'è il Coro o
Cappella privata, dove San Gabriele
pregava giorno e notte. I banchi furono
eseguiti dal passionista Fra Severino
nel 1853 in legno di noce con intarsi di
ulivo. Sulla nicchia, l'Addolorata così
cara a San Gabriele e della quale
riassettò il vestito come ora si trova:
col temperino fece la piccola spada che
le trafigge il cuore.
Anche la
Via Crucis risale ai suoi tempi. Il
pavimento, coperto con mattonelle di
cemento nel 1921, è stato riportato alla
forma primitiva nel 1990.
Uscendo dal
Coro, si apre sulla destra il Museo che
raccoglie i cimeli più importanti: dagli
oggetti e documenti del Santo a quelli
dei famigliari: ex-voto e reliquie
insigni. Tra i quadri è da segnalare: la
prima Immagine di San Gabriele del
Grandi (1879), il Servo di Dio Padre
Norberto Cassinelli, direttore del
Santo, ed altri personaggi tra cui la
grande miniatura della Famiglia Possenti
(Romagnoli, 1965). Di grande interesse è
l’Immacolata del Bellisari (1775), che
era sopra l'altare maggiore della Chiesa
ai tempi di San Gabriele ed alla quale
egli portava fiori ogni giorno.
Sulla
parete di fondo, collocata nel 1962, una
grande vetrata consente di osservare la
Cameretta del Transito, dove San
Gabriele moriva la mattina del 27
febbraio 1862 "al sorgere del sole".
Il museo fu allestito e la Cameretta
ritoccata nel 1962 a ricordo del primo
Centenario del Transito, quando Paolo VI
per la prima volta dispensò dalla
Clausura monastica per consentirne la
visita ai devoti.
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