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Gabriele tra noi un santo per amico

AL SERVIZIO DEGLI ALTRI

Il dato è ormai evidente. Da più anni a questa parte si assiste ad una riduzione del numero dei sacerdoti in Italia. Tra il 1991 ed il 2011 i presbiteri sono passati da 57.274 a 48.333, i religiosi da 5.000 a 3.392, le religiose da 125.800 a 89.299, i laici consacrati da 500 a 195, le laiche consacrate da 13.500 a 7.537 (dati provenienti da diverse fonti: Istat, Cei, Miur, ministero della Salute e Annuario statistico della chiesa cattolica). Gli unici a mostrare invece una tendenza continua alla crescita sono i diaconi e i catechisti. Questi ultimi in particolare sono cresciuti dal 1996 (primo dato disponibile) da circa 75mila a 243.538 unità nel 2011. Anche il numero di nuove ordinazioni mostra una forte tendenza alla diminuzione, passando da 547 nel 1991 a 408 nel 2011, seppure con un andamento altalenante nel tempo. Un calo non così consistente da spiegare la forte diminuzione del numero complessivo dei preti in Italia, legato invece al turnover: le nuove ordinazioni non sono cioè sufficienti a sostituire i preti che muoiono.

Se nel 1881 erano più di 80.000 (quando la popolazione italiana era di 29.791.000 persone) nei cinque decenni successivi sono diminuiti rapidamente, fino a ridursi a poco più di 50.000 nel 1931. Da tale anno in poi il calo, pur costante, è stato più lento, fino al 1981. Bisogna però anche considerare che nel contempo è aumentata la popolazione italiana (oggi siamo ad oltre 59 milioni di individui). Inoltre è diminuito il tasso di fecondità totale, cioè il numero medio di figli per donna (era di oltre 2,5 negli anni sessanta, mentre ora è di poco superiore all’unità, insomma si è dimezzato), ed è aumentata l’età media (ora a 31 anni, ma in passato a 24 anni) al momento dell’ordinazione. Questi fattori incidono evidentemente sull’andamento del numero di sacerdoti cattolici in Italia. Infine si è andato riducendo anche l’insieme dei sacerdoti nati in Italia, che intorno al 1940 – per avere un termine di riferimento preciso – presentava un tasso di 16 sacerdoti ogni diecimila maschi nati vivi in un anno (mentre oggi sono 10 ogni diciassettemila). Non va poi dimenticato che alcune centinaia di preti diocesani italiani sono impegnati in terre di missione.

Insomma sono lontani quei giorni in cui il giovanissimo Francesco Possenti arriva in convento, lascia il nome di Francesco e prende quello di Gabriele. Poiché i passionisti usano sostituire anche il cognome civile con il titolo di un mistero cristiano a cui si desidera essere abbinati e immedesimati, Gabriele sceglie l’Addolorata. Gabriele di Maria addolorata è la sua nuova identità. Mentre indossa l’abito della nuova appartenenza lo vedono piangere di commozione. “Sembra religioso già da molto tempo”. Gli sembra di essere fatto per questo genere di vita e che essa sia fatta per lui. Bisogna mandare subito notizie a papà, poverino, rimasto a Spoleto col vuoto nel cuore, oltreché nelle stanze. Carta e penna e: “Con inesprimibile gioia ho indossato l’abito religioso e ho assunto il nome di Gabriele dell’Addolorata. La contentezza e la gioia che provo dentro questa casa è quasi indicibile a paragone dei divertimenti che prendevo di fuori. Non farei a cambio di un quarto d’ora passato qui dentro in preghiera davanti alla Madonna, con un anno o quanto tempo volete pieno degli spettacoli e dei passatempi di Spoleto. Davvero la mia vita è piena di contentezza”.

Ma cosa è cambiato da allora ad oggi? Nel passato è già accaduto che in momenti difficili per la società ci fossero persone che sceglievano di mettersi al servizio degli altri. E questo potrebbe verificarsi anche nel contesto dell’attuale crisi economica. Non solo. Per un altro e importante aspetto, la crisi costituisce un forte appello a cambiare stili di vita e, soprattutto, il modo di pensare. Il “consumo”, il “possesso” non possono essere i valori dominanti. Ci sono altre cose che riempiono la vita. Sulla base di questi valori, di questa nuova cultura, possono maturare scelte di vita che pongono al primo posto il servizio di Dio e degli altri.