miracoli

Cuba, il mito e la crisi

Cent’anni dalla nascita di Fidel Castro

Tra blackout e tensioni con Washington, l’isola celebra il centenario del rivoluzionario che ancora la divide. È la peggiore emergenza degli ultimi decenni: petrolio venezuelano bloccato, medici al buio, popolo allo stremo

Il 13 agosto 2026 ricorre il centenario della nascita di Fidel Castro, una delle figure politiche più influenti e controverse del Novecento. Nato nel 1926 a Birán, Castro guidò la Rivoluzione cubana che nel 1959 rovesciò il regime di Batista, instaurando un governo socialista destinato a segnare profondamente la storia dell’isola e degli equilibri della Guerra Fredda. La sua eredità rimane ambivalente: per alcuni un simbolo di emancipazione anti‑imperialista, per altri un leader autoritario responsabile di repressioni e limitazioni delle libertà civili.

Oggi l’anniversario arriva nel momento più difficile per il Paese dagli anni Novanta. La crisi, infatti, è esplosa negli ultimi due anni, complice il nuovo irrigidimento dei rapporti con Washington dopo l’insediamento di Donald Trump nel 2025. Le restrizioni economiche e i limiti ai viaggi hanno colpito un’economia già fragile, ma il colpo più duro è arrivato da sud: il crollo delle forniture di petrolio dal Venezuela, storico alleato di Cuba. Caracas, travolta da problemi interni e pressioni internazionali, ha ridotto drasticamente gli invii di greggio, lasciando l’isola senza carburante per centrali elettriche, trasporti e servizi essenziali.

Il risultato è un Paese in ginocchio. Blackout quotidiani, intere province al buio per ore, ospedali costretti a sospendere interventi programmati. In alcune strutture, secondo testimonianze raccolte da media internazionali, chirurghi hanno operato con torce o luci di fortuna, mentre le sale operatorie restavano senza energia. Un’immagine che stride con la narrativa storica della “potenza medica” costruita durante l’era castrista.

Il governo di Miguel Díaz-Canel tenta di contenere il malcontento con razionamenti e appelli alla resistenza, mentre cerca nuovi partner energetici tra Russia e Cina. Ma la popolazione, stremata da inflazione, carenze alimentari e blackout, continua a lasciare il Paese in numeri record. Le proteste, seppur represse, riaffiorano ciclicamente.

Nel centenario della nascita di Castro, Cuba appare sospesa tra passato e presente: un sistema politico che rivendica la sua eredità rivoluzionaria, ma un Paese che vive una crisi profonda, aggravata da fattori esterni e da un modello economico che fatica a riformarsi. A cento anni dalla nascita del Líder Máximo, l’isola sembra ancora prigioniera della sua storia e delle sue contraddizioni.