LA DECORAZIONE DELL’ABSIDE
Per la solennità del S. Natale s’è scoperta l’abside, artisticamente decorata dal Prof. Ugo Scaramucci, benché non ultimata la doratura, che però sarà compita tra breve.
Il magnifico lavoro, a cui il bravo Pittore ha atteso con amore intenso e con energia instancabile, è riuscito nobile, ricco ed intonato a vero sentimento di arte cristiana, che appaga l’occhio, e solleva lo spirito al raccoglimento. Essendo l’abside come il Sancta Sanctorum, ove si conserva il SS.mo Sacramento, e dove pulsa più intensa la vita del Santuario, abbiamo voluto adornarla di splendida decorazione, che non fosse però di semplice ornamento, ma servisse a richiamare quanto si riferisce al Santuario stesso. L’altare come ognuno sa, è dedicato alla Vergine Immacolata, il cui quadro, incorniciato dall’elegante ancona, tutta finti marmi a stucchi e ad oro, è circondato dalle figure di Angeli e dei Santi contitolari del Santuario stesso, che posate sulle nubi, fanno mirabile risalto sul fondo tutto d’oro fino, a mosaico; nelle colonnine dipinte a marmi, con le scorniciature ed i capitelli listati d’oro, dividono una figura dall’altra, e sostengono gli archi che girano attorno alla parete. Cominciando dalla parte del Vangelo, più vicina al quadro della Madonna, è la figura dell’Arcangelo S. Michele, rivestito di elegante armatura di lucente acciaio, con l’elmo in capo e la clamide rossa ondeggiante attorno alla snella persona. Con lo sguardo rivolto all’Immacolata, o in atto di volare a difesa dei figli di Maria, di cui pare ascolti una parola di comando, mentre nella destra stringe una spada tagliente. Ben si conveniva questo posto d’onore nell’abside, al glorioso Arcangelo Patrono del nostro Istituto. Viene poi la maestosa figura di S. Tommaso Apostolo, che tiene la lancia emblema del suo martirio. Poi spicca sul fondo d’oro la serafica sembianza di San Francesco d’Assisi, nel suo povero saio, cinto di rozza fune. Con le braccia aperte, mostrando al popolo le mani stigmatizzate, e con sguardo sereno, par che annunzi la pace; così dovette mostrarsi tra i nobili contendenti, quando venne ad Isola a portar la concordia, ed a fondare questo Convento solitario. L’ultima figura di questa parete è un angelo volante, con le mani congiunte in atto di adorazione. Dal lato dell’Epistola, a fianco dell’ancona dell’altare S. Gabriele Arcangelo, ricoperto di lunga veste e di elegante tunica listata d’oro. Librato a volo con il giglio nella sinistra, e la destra e lo sguardo rivolto a Maria, par ché ripeta dolcemente l’Ave. Indi segue la ieratica figura di S. Cassiano Vescovo e Martire, negli ampli ed antichi paludamenti pontificali, con la mitra gemmata. Stringe con la mano sinistra il pastorale e la palma, mentre leva la destra a benedire. Di fronte a S. Francesco, è il suo glorioso figlio, S. Antonio di Padova, in atto di predicare: con la sinistra tiene il libro, simbolo della dottrina ond’era fornito, ed il giglio emblema di purità. Nell’ultimo scomparto della parete è dipinto un grande Angelo, riccamente vestito; conserte al petto le mani, levato in alto lo sguardo, invita a lodare seco il Signore. Tali le figure che spiccano sulla parete d’oro, l’una più bella dell’altra per naturalezza di posa, per espressione di sembiante, per delicatezza ed intonazione di tinte.
Lo spazio che resta tra l’architrave e la sommità degli archi, sotto i quali sono dipinte le immagini descritte, è coperto da un panneggio color rosa antico, a fiorami di damasco, con frangia in fondo, ed emblemi a rilievo, alternantisi tra loro, dei Nomi di Gesù e Maria. È sì naturale il tinteggio, ed espresse sì al vero le pieghe e le ondulature, che pare non un drappo dipinto, ma reale. L’oro arricchisce meravigliosamente le cornici dell’architrave e gli ovoli del cornicione. Degna e nobile corona al ricco dipinto delle pareti, è la gloria di S. Gabriele che occupa tutta l’ampia calotta, e di cui abbiamo data descrizione sull’ «Eco» del 27 Settembre 2021.
Dall’artistica decorazione dell’abside, in cui splende a profusione l’oro, possiamo già immaginare di quanta bellezza si adornerà tutto questo Santuario, quando il bianco delle pareti e dei pilastri sarà scomparso, sotto l’azione dell’abile pennello del Prof. Scaramucci. Oltre la pittura, il presbiterio è abbellito dal magnifico coro in legno di noce e ceraso, opera intelligente e veramente artistica del nostro Fratel Bernardo Passionista, assai valente in tali lavori: su disegno del Cav. Belletti, il postergale che gira attorno al presbiterio al disopra del sedile sino alla base del dipinto, ossia per l’altezza di m. 1,30 è [tutto a specchi di noce, intramezzati da svelti pilastrini scorniciati, che posano sullo zoccolo, e sorreggono archetti pure di noce, entro ai quali, al disopra degli specchi, si apre a ventaglio una bella conchiglia intagliata. Borchie pure di noce rompono gli spazi tra un archetto e l’altro, mentre un ricco cornicione dà compimento a tutto il postergale.
Così l’abside ed il presbiterio, si presentano in tutta la loro bellezza decorosa ed artistica; manca solo la balaustra in marmo, che speriamo però di vedere a posto in tempo non lontano, se i devoti di S. Gabriele non si arresteranno nella loro generosità.
Articolo pubblicato da:
L’Eco di San Gabriele, Gennaio 1922, pp.14-16