La sua è una preghiera personalissima in cui si rivolge a Dio chiamandolo “Papà”, con la sfumatura di particolare intimità e confidenza insita nel termine aramaico Abba
Luca è l’evangelista che più insiste sulla preghiera di Gesù, collegandola ai momenti salienti della sua vita e missione: Gesù prega al momento di ricevere il battesimo da Giovanni (cf. Lc 3,21-22); prega prima di scegliere i Dodici (cf. Lc 6,12-13); prega alla trasfigurazione (cf. Lc 9,28-29); la preghiera è spazio apprestato alla confessione di fede di Pietro (cf. Lc 9,18) ed è mistero della sua persona, nel quale è incluso anche il discepolo (cf. Lc 10,21-22); dalla sua preghiera nasce l’insegnamento sulla preghiera stessa rivolto ai discepoli (cf. Lc 11,1-4); prima della passione dichiara di aver pregato per Pietro, perché la sua fede non venga meno (cf. Lc 22,32); al Getsemani la sua preghiera è di speciale intensità (cf. Lc 22,39-46); infine, Gesù prega sulla croce, invocando dal Padre il perdono per i carnefici (cf. Lc 23,34), e poi consegnando con fiducia il proprio respiro nelle sue mani (cf. Lc 23,46; cf. Sal 31,6).
Quella di Gesù è preghiera personalissima in cui Egli
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