miracoli

Giochi (olimpici) all’italiana

È assai probabile che l’anima nobile di Charles Pierre de Frédy, barone di Coubertin, noto infatti come Pierre de Coubertin, sì, l’inventore delle moderne Olimpiadi, non avrebbe molto gradito che proprio la cerimonia di apertura di una celebrazione olimpica si svolgesse in uno dei templi più frequentati e famosi per lo svolgimento di quel calcio che senza dubbio ha segnato una cesura tra momenti diversi, tra diverse facce di un’unica “etichetta”: che si scrive sport, ma troppo spesso si legge con discrasie, malanimo, intrallazzi, baruffe, e quant’altro l’uomo sa trasformare in peggio. Ora comunque, più che recriminare su quel che sarebbe dovuto, o potuto, essere, riecheggiando Olimpia non si può non rammentare con Orazio che ora è il tempo delle gioie: “nunc est bibendum, nunc pede libero pulsanda tellus” (ora bisogna bere, ora bisogna calcare la terra con piede libero), perché ora è il tempo delle celebrazioni. E che le Olimpiadi siano la celebrazione per antonomasia dello sport non ha certo bisogno di essere ricordato, ancorché certe “invasioni di campo” (denaro, profitti, magheggi) abbiano messo a dura prova la bontà e la liceità del “momento” sportivo nella sua iniziale e genuina connotazione.

Olimpiadi, dunque, e Olimpiadi all’italiana, a ben guardare, per una celebrazione che il CIO ha voluto assegnare per l’ennesima volta a una candidatura di casa nostra: questa di Milano-Cortina sarà infatti la terza edizione olimpica invernale ospitata in Italia dopo la stessa Cortina d’Ampezzo nel 1956 e Torino nel 2006, nonché la quarta assoluta includendovi quella estiva di Roma 1960. Oltre ad essere la prima edizione ospitata ufficialmente da due città (Milano e Cortina d’Ampezzo, come s’è visto), sarà anche la seconda in cui le cerimonie di apertura e di chiusura si terranno in due sedi differenti, l’inaugurazione si svolgerà infatti nello stadio Meazza / San Siro di Milano, mentre la cerimonia di chiusura è in programma all’Arena di Verona. Tra le curiosità c’è anche da ricordare che con questa edizione la città di Cortina diventa la quarta città ad ospitare i Giochi invernali per almeno due volte. In precedenza, Saint Moritz aveva ospitato le Olimpiadi invernali nel 1928 e nel 1948, Lake Placid quelle del 1932 e del 1980, mentre Innsbruck organizzò le Olimpiadi invernali nel 1964 e nel 1976.

Venendo all’oggi, la fiamma olimpica di questi XXV Giochi invernali, accesa a Olimpia il 26 novembre con il rituale che precede ogni edizione delle Olimpiadi, ha viaggiato attraverso le torce di una staffetta di 10001 tedofori e un percorso di 12mila chilometri lungo le strade di Grecia e Italia, fino a giungere a Cortina d’Ampezzo il 26 gennaio nel 70.mo anniversario dei Giochi di Cortina 1956 e a Milano il 6 febbraio, giorno della cerimonia di apertura dei Giochi.