miracoli

Il fioretto come dono di conversione

Nel mese di febbraio la Chiesa ricorda san Gabriele dell’Addolorata. Si tratta di una celebrazione importante, specialmente per i passionisti e per i devoti e gli amici di san Gabriele: il momento migliore per elevare a lui preghiere e richieste di grazie.

Nella Chiesa si è soliti precedere le feste principali con tempi più o meno prolungati di preparazione (tridui, quarantore, novene, ecc.) e non di rado accompagnarli con qualche fioretto.
Ma cos’è un fioretto? Si tratta di uno strumento antico, ma sempre efficace, nel cammino di conversione personale. Solitamente consiste in un esercizio di rinuncia a qualcosa di cui, in condizioni normali, non faremmo a meno e che tuttavia non è essenziale al nostro vivere quotidiano ordinato.

San Gabriele stesso era solito fare i suoi fioretti per amore di Maria e, in varie occasioni, li raccomanda e addirittura li richiede, specie a coloro che ama.

Al fratello Michele, ad esempio, scrive (era il 10 gennaio 1859): “Sappiti privare di qualche cosa o divertimento per amore di Gesù e di Maria. E quando ciò farai dì così: “Io potrei prendermi questo divertimento, questa cosa, ecc., ma per amore di Gesù e di Maria me ne voglio privare”.

E subito, nella stessa lettera, lo esorta con parole suadenti e insieme bramose di questa pia opera: “Mi vorrai dire di no? Questa è la mancia che io ti chiedo, questo è quello che mi sta più a cuore”.

Vale quindi la pena, in questo tempo che ci accompagna alla grande festa del prossimo 27, iniziare a pensare quale fioretto potremmo offrire al nostro giovane santo. Tanti fanno il pellegrinaggio al santuario per partecipare alla celebrazione del transito, la liturgia che ricorda gli ultimi istanti della vita terrena del giovane passionista. Ma il fiore, anzi il fioretto, che possiamo offrire a san Gabriele potrebbe essere diverso e impegnarci più a lungo…

Ad esempio, per il triduo o la novena – o anche oltre – potremmo prepararci alla celebrazione del santo dei giovani sforzandoci in qualcosa che ordinariamente non ci risulta propriamente gradito: come potrebbe essere, per un ragazzo, ordinare la cameretta; o, per una mamma di famiglia, stirare sapendo di fare cosa buona per sé, per quelli di casa e per amore di san Gabriele. Magari un fioretto potrebbe essere quello di gettare le basi per riconciliarci con il parente, l’amico o il vicino con cui non siamo in ottimi rapporti; oppure andare a trovare qualcuno che non vediamo da tempo; o ancora compiere un’opera buona al servizio della nostra parrocchia o dei suoi poveri.

Insomma, uno strumento semplice, alla portata di tutti, che rinnova il nostro modo di vivere quotidiano – e il mondo – per amore di Gesù e di Maria, e per amore di san Gabriele, a partire da noi stessi.