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IL PIù GRANDE MIRACOLO DELLA STORIA

Ha scritto Simone Weil: “Quando ci pentiamo, illuminiamo con la nostra gioia il male che abbiamo in noi”. Scorrendo allora la cronaca quotidiana di questo nostro mondo, ahinoi, ci accorgiamo che abbiamo tanto di cui pentirci… Al momento di andare in stampa i fatti più recenti del “male” ci portano in Nuova Zelanda dove due moschee hanno rappresentato il macabro teatro di una raccapricciante carneficina: 50 morti e oltre 30 feriti. Tutte vittime della follia di un 28enne australiano.

Altro dolore e altri lutti, stavolta dall’Olanda, dove in una giornata di grande panico, a Utrecht, un uomo ha sparato su un tram uccidendo tre persone e ferendone una decina.

Quaranta interminabili minuti di terrore, invece, alle porte di Milano dove un bus, con a bordo 51 studenti di scuola media, due insegnanti e una bidella, è stato sequestrato dall’autista, un senegalese di 46 anni. L’intento dell’uomo era di fare una strage all’aeroporto di Linate, dando fuoco al mezzo, “per vendicare i migranti…”. Il folle piano stragista, però, è stato brillantemente sventato dal tempestivo intervento dei Carabinieri e dal sangue freddo di un tredicenne che con il cellulare ha chiamato dall’autobus il 112. A chiudere la “black list” il tragico bollettino di attentati e guerre che coinvolge oltre 60 stati, compresa la martoriata Siria dove allo sterminato elenco di vittime si è aggiunto recentemente un nostro connazionale, Lorenzo Orsetti, 33enne fiorentino che aveva scelto di unirsi ai combattenti curdi contro l’Isis. Questo uno stralcio del suo “testamento”: “Sono morto facendo quello che ritenevo giusto, difendendo i più deboli e rimanendo fedele ai miei ideali di giustizia, eguaglianza. Vi auguro tutto il bene possibile, e spero che anche voi un giorno (se non l’avete già fatto) decidiate di dare la vita per il prossimo, perché solo così si cambia il mondo. Solo sconfiggendo l’individualismo e l’egoismo di ciascuno di noi si può fare la differenza”. Ideali e obiettivi nobilissimi, da sottoscrivere immediatamente, sostituendo però la forza distruttrice di una mitragliatrice o di una bomba con la forza dell’anima…

Potremmo proseguire all’infinito mostrando le tante facce di un mondo illuminato sì dalla luce di Dio, ma dove spesso, però, l’uomo sceglie di camminare nelle tenebre. Quell’oscurità che allontana dalla conoscenza, dalla verità, dal continuo confronto con la propria co-scienza. Ma senza la pace nel cuore, si sa, non potrà mai trionfare la pace delle armi. Sono l’amore, il dialogo, la comprensione e la tolleranza le uniche “armi” da utilizzare, anche nel dialogo con le varie religioni. La gestione del pluralismo culturale e religioso nell’odierna società, infatti, rappresenta un problema come anche il senso di superiorità, che a torto si attribuiscono in prevalenza i paesi occidentali, funge da intralcio fastidioso nel processo di integrazione e nella conoscenza dell’altro.

Tutti noi, nessuno escluso, siamo chiamati al vivere insieme, avendo come bussola insostituibile il rispetto dell’altro la difesa della diversità religiosa e la tolleranza. La diversità è arricchimento reciproco e non, invece, motivo di scontro. C’è assoluta necessità, pertanto, di recuperare al più presto una visione chiara della realtà, di una finalizzazione della propria esistenza. Non dobbiamo stancarci di fissare gli occhi di Dio cadendo in un pericoloso sonno spirituale. Non è quello di cui hanno bisogno oggi il mondo e i suoi abitanti, bensì dell’amore infinito. Quello misericordioso che Dio dona gratuitamente per il perdono dei nostri peccati.

Torniamo a mettere al centro il valore dell’uomo come persona, la sacralità della vita e la forza del bene che, non dimentichiamolo mai, è sempre superiore a quella del male. E la Risurrezione di nostro Signore è lì a ricordarcelo. Parliamo del più grande miracolo della storia: la vittoria della vita sulla morte. La vittoria dell’amore che trasfigura ogni dolore.

Serena Pasqua di Risurrezione!

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