miracoli

La Croce e il dialogo con chi crede diversamente

Lungo la via della Croce, quando il cammino sembra ormai consumato dalla stanchezza e il corpo di Gesù si piega sotto il peso del legno, accade un incontro che non appartiene soltanto alla storia della salvezza, ma alla grammatica profonda dell’esistenza umana. È l’incontro con Simone di Cirene: un uomo estraneo, forse distratto, forse perfino irritato da quella condanna che interrompe il suo tragitto quotidiano. Non conosce Gesù, non ne condivide la fede, non immagina il mistero che sta attraversando. Eppure proprio lui viene chiamato a toccare la Croce, a lasciarsi sporcare dal dolore di un altro, a camminare accanto a un condannato che non ha scelto.

In quel gesto inatteso – quasi imposto, quasi scandaloso – si apre una rivelazione che supera ogni appartenenza religiosa: la sofferenza non è mai un recinto privato, e il dolore, quando è condiviso, diventa luogo di incontro, di riconoscimento, di trasformazione. Simone non comprende la teologia della Passione, non conosce il linguaggio della redenzione, non sa che quel cammino conduce alla Risurrezione. E tuttavia, nel momento in cui accetta di portare la Croce,

Per leggere l’articolo completo abbonati a L’ECO di San Gabriele. In edizione Cartacea o Digitale.