miracoli

La preghiera può essere comandata?

La Bibbia presenta due grandi doni di Dio all’uomo: il dono della vita e quello della sua amicizia, chiamata alleanza. Questi doni sono preziosi e possono essere paragonati ai valori umani, come la famiglia, la cultura o la solidarietà verso i deboli, che sono affidati alla nostra cura. Oltre alla responsabilità verso il creato, condivisa con tutti gli uomini di buona volontà, noi cristiani abbiamo una relazione viva con Dio, di cui dobbiamo prenderci cura. Da un lato, la fede deve esprimersi nell’adorazione e nella preghiera; dall’altro, la vita di preghiera deve incarnarsi e trovare conferma nelle opere di carità e nella testimonianza cristiana. I due aspetti della vita, la liturgia e il vivere quotidiano, sono in tensione e ci interpellano a essere coerenti, affinché la nostra fede sia autentica e possa suscitare speranza negli altri.

Il dovere morale della preghiera è legato alla nostra responsabilità nei confronti della comunione con Dio, che unifica la nostra vita e le dà senso. Gesù porta l’esempio del tesoro nascosto e della perla preziosa (cf. Mt 13,44-46) per la radicalità della scelta di fede. La preghiera non solo esprime la fede, ma sorregge la prassi cristiana (cf. 1Gv 2,6) e può realizzare la penitenza interiore (cf. Mt 6,1-18). L’eucaristia, in particolare, accresce la nostra unione a Cristo (cf. CCC 1391), ci separa dal peccato e ci preserva in futuro dai peccati mortali (cf. CCC 1393, 1395).