Organo antico santuario

RISTRUTTURATO E MIGLIORATO L’ORGANO DELL’ANTICO SANTUARIO (1987)

Mai un “alleluia” pasquale aveva avuto tanta sonora e gioiosa solennità al santuario di S. Gabriele come nell’ultima veglia pasquale.

Il grido più gioioso di tutta la liturgia nella notte più solenne dell’anno è stato anticipato e sottolineato dal suono del nuovo organo. Mentre si “scioglievano le campane” per annunciare che Cristo è risorto, si liberavano per la prima volta gli squilli delle “trombe” del nuovo organo.

Per l’inaugurazione di uno strumento musicale liturgico non ci poteva essere coincidenza più felice. Alla consolle, l’organista del santuario, il Maestro P. Pasquale Giamberardini (nella foto), attorniato dal “Coro S. Gabriele”.

Il vecchio organo della fine del 1800 era diventato ormai inservibile per il suo pessimo stato di salute. Da tempo P. Pasquale faceva collette e s’industriava personalmente per racimolare i soldi e cosi dotare la vecchia basilica di un organo degno del prestigio della chiesa. Il suo impegno e la sua tenacia sono stati premiati.

Adesso 1511 canne splendono sopra l’entrata principale della basilica. È stato utilizzato tutto quanto poteva essere utilizzato del vecchio organo. La cassa in cui sono sistemate le canne è la precedente, ricca di fregi barocchi.

Il nuovo organo ha doppia tastiera, con sette registri per ciascuna tastiera e sei registri al pedale.

Lo strumento è a trasmissione elettrica e, oltre alle solite unioni e accoppiamenti, è dotato di sei combinazioni aggiustabili a memoria elettronica.

La consolle è situata nella parte sinistra dell’altare, vicino al posto riservato al coro. Questa posizione rispetta le norme liturgiche, secondo le quali i cantori (e quindi anche l’organo) fanno parte dell’assemblea dei fedeli.

Il nuovo strumento, pur non essendo di vaste proporzioni, dà la possibilità di eseguire tutta la letteratura organistica più impegnata. Data la posizione della consolle (facilmente spostabile) può prestarsi anche per concerti sia vocali che strumentali.

Il nuovo organo è opera della ditta Ponziano Bevilacqua di Torre de’ Nolfi (AQ). Ma a proposito di organi, adesso si pensa a quello ben più impegnativo del nuovo santuario.

L’Eco di San Gabriele,
Giugno 1987, pag. 45

AMPLIAMENTO DELL’ORGANO DELL’ANTICA BASILICA (1993)

Con la collocazione di un nuovo registro nell’organo della vecchia Basilica, si è praticamente conclusa la realizzazione del nuovo organo anche se ormai da alcuni anni (inaugurato nell’aprile del 1988) presta il suo servizio nella liturgia. Il nuovo registro aggiunto (un flauto 4’ al I manuale) ha dato un volto nuovo a tutta la mostra esterna dell’organo.

Tutto l’organo risulta così composto di 21 registri per un numero complessivo di canne 1672. L’intervento all’organo è stato curato dalla ditta Ponziano Bevilacqua di Torre de’ Nolfi (AQ).

 

RELAZIONE DI GUIDO PINCHI (1977) SULL’INTERVENTO COMPIUTO ALL’ORGANO DELL’ANTICO SANTUARIO.

“Lo strumento è opera di AGATI TRONCI di Pistoia della fine del 1800 e nel corso dei tempi ha subito riparazioni, manomissioni, aggiunte e modifiche che ne hanno alterato l’originale fisionomia.

Detti lavori, ispirati dalla moda della prima metà del secolo e nell’intento di arricchire lo strumento con l’aggiunta dei registri di effetto (viole, coro viole, celeste) furono eseguiti con scarsa perizia e limitate cognizioni tecnico-artistiche.

Ne è risultato uno strumento carico di fondi, di ottave e mancante di buona parte del ripieno (soppresso per permettere l’inserimento del coro viole). L’aggiunta dei registri “Unda Maris” e “trombe” è stata realizzata mediante trasmissione “pneumatica” cosicché si nota la differenza del tocco e dell’impronta dei suoni.

Altro intervento poco felice è stato l’inserimento della cassa espressiva; il risultato negativo è duplice: il suono è troppo chiuso e non ha libero sfogo in chiesa, in secondo luogo copre completamente la bellissima mostra di canne di stagno.

(Da notare che attualmente si vede una mostra di latta, costruita con mezzi di fortuna).

Sarebbe auspicabile il ripristino dei vecchi registri con un radicale restauro del somiere del manuale e del pedale sì da ridare allo strumento l’originale fisionomia a tutto vantaggio dell’equilibrio fonico.

(dalla Platea del Convento
di Isola del Gran Sasso, p. 301-302)

6 Ottobre 2025