miracoli

Quel Crocifisso dono del cuore…

Un gesto che racconta una storia

Un atto di profonda generosità, soprattutto per l’alto valore affettivo. Rosario Trefiletti ha donato recentemente alla direzione de L’Eco di San Gabriele uno splendido crocifisso in bronzo, che potrebbe legarsi all’arte prestigiosa del famoso scultore Giacomo Manzù, autore tra l’altro della “Porta della Morte”, una delle opere più significative della Basilica di San Pietro in Vaticano, simbolo di arte, fede e impegno civile. Usiamo in condizionale perché non ci sono attestazioni certe, mentre non sembrano esserci dubbi sulla provenienza del bronzo, almeno quello che costituisce la base del crocifisso. È lo stesso fornito appunto dalla storica fonderia dei Fratelli Ciceri e utilizzato dal Manzù per realizzare la “Porta della Morte” commissionatagli da papa Giovanni XXIII. La madre di Rosario, infatti, la signora Antonina Malfitana sposata con Ugo Trefiletti, emigrata negli 40 dalla Sicilia a Milano, lavorava come segretaria nella fonderia dei Fratelli Ciceri. “Mia mamma, che aveva il diploma di maestra – ricorda con orgoglio Rosario – un bel giorno ebbe in dono un bellissimo Crocifisso in bronzo. Un gesto di gratitudine dei proprietari per la professionalità e la serietà dimostrate negli anni dalla loro segretaria”.

Un oggetto, dunque, dal grande valore sentimentale che Rosario Trefiletti, attuale presidente Centro Consumatori Italia, stimato economista e dirigente sindacale, volto noto della tv e una vita spesa a tutela dei consumatori e delle fasce più deboli, ha voluto donare a L’Eco e quindi alla comunità passionista. Lo ha fatto incontrando a Roma il “suo” direttore, padre Ciro Benedettini che dirige la rivista e di cui Trefiletti è prezioso collaboratore.

“Una volta in bella mostra a casa – aggiunge Rosario – mia madre spiegò che il Crocifisso era stato realizzato con lo stesso materiale di fusione della ‘Porta della Morte’. Non ho mai saputo, però, se fosse un’opera del Manzù. Quindi, dopo essere stato con noi per tanto tempo, conosciuta la ‘famiglia de L’Eco’ ho scelto con grande gioia di donarlo”.

Al di là della matrice più o meno “manzuniana”, il gesto mostra comunque una grande nobiltà d’animo. Un prezioso simbolo di memoria familiare da cui Rosario si è distaccato. Nella certezza, però, che sarà custodito con lo stesso amore dell’amata madre.