miracoli

Una candela contro il buio

Sessantacinque anni fa nasceva Amnesty International

“Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti”, recita l’articolo 1 della Dichiarazione universale dei diritti umani. È questo principio a guidare, da oltre mezzo secolo, le battaglie dell’organizzazione: una luce accesa in difesa della vita, della libertà e della dignità di ogni individuo.

I valori sanciti nel 1948, dopo gli orrori della Seconda guerra mondiale, alimentarono un movimento internazionale che riunì le prime organizzazioni impegnate contro la pena di morte, la tortura e le persecuzioni giudiziarie. Nonostante alcuni Paesi – tra cui Regno Unito e Italia, dove la pena capitale fu vietata dalla Costituzione del 1948 e abolita definitivamente nel 1994 dal codice penale militare di guerra – avessero già intrapreso la strada dell’abolizione, la maggior parte del mondo continuava a praticarla.

A ciò si aggiungevano sistemi carcerari disumani, usati come strumenti di repressione dai regimi totalitari. In Portogallo, sotto la dittatura di António de Oliveira Salazar, due studenti furono arrestati e condannati a sette anni di reclusione per aver brindato all’indipendenza. La notizia indignò l’avvocato inglese Peter Benenson, già impegnato nella difesa dei diritti civili e fondatore del gruppo Justice, nato per offrire assistenza legale a chi non godeva di adeguate tutele.

Benenson reagì scrivendo all’Observer una lettera destinata a fare storia: “I prigionieri dimenticati”, pubblicata il 28 maggio 1961. Denunciava l’esistenza di milioni di persone imprigionate, torturate o uccise per opinioni politiche o religiose, e invitava i lettori a trasformare l’indignazione in azione collettiva. L’appello venne ripreso da testate di altri Paesi e migliaia di lettori iniziarono a scrivere lettere e diffondere appelli per i due studenti portoghesi.

Il crescente sostegno spinse Benenson a convocare, nel luglio dello stesso anno, la prima conferenza internazionale in Lussemburgo: da quel momento Amnesty International divenne un’organizzazione strutturata, con volontari in numerosi Paesi.

Un passaggio simbolico fu l’adozione del logo: una candela avvolta dal filo spinato, ispirata a un proverbio cinese – “Meglio accendere una candela che maledire l’oscurità” – divenuto il motto dell’organizzazione. Il 10 dicembre 1961, nella chiesa londinese di Saint Martin in the Fields, venne accesa la prima candela: oggi quella data coincide con la Giornata mondiale dei diritti umani.

Le campagne contro tortura, pena di morte e omicidi politici si affiancarono a un’intensa attività di indagine che portò alla pubblicazione del Rapporto annuale sui diritti umani nel mondo, contribuendo a sensibilizzare istituzioni e opinione pubblica. Nel 1977 Amnesty ricevette il Premio Nobel per la Pace. (Almanacco)