La Commissione degli Episcopati dell’Unione Europea (Comece) ha criticato apertamente la decisione della Corte di Giustizia dell’Unione Europea riguardo al riconoscimento delle unioni tra persone dello stesso sesso. Una decisione che sembra spingere la giurisprudenza oltre le competenze dell’Unione Europea e che potrebbe avere “un impatto sui sistemi giuridici nazionali in materia di diritto di famiglia” ed “esercitare pressioni affinché questi vengano modificati”, creando una convergenza degli effetti del diritto matrimoniale, nonostante l’UE non abbia alcun mandato per armonizzare il diritto di famiglia.
La Comece è intervenuta il 9 dicembre, con una dichiarazione della presidenza, sulla sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea relativa al riconoscimento dei matrimoni tra persone dello stesso sesso tra gli Stati membri. Sentenza, scrivono i vescovi, che potrebbe avere “un impatto sulla certezza del diritto” e portare “sviluppi negativi in altri settori sensibili”, aprendo la strada a “futuri approcci giuridici simili in materia di maternità surrogata”.