Tra le varie conseguenze negative dell’obesità ora figura anche il morbo di Alzheimer. Lo hanno scoperto gli scienziati dello Houston Methodist Academic Institute. In pratica le vescicole extracellulari, ovvero minuscoli messaggeri rilasciati dal tessuto adiposo, sono in grado di trasportare segnali dannosi che accelerano l’accumulo di placche di beta-amiloide nel cervello.
Gli studiosi ritengono che prendere di mira i messaggeri cellulari e interrompere la loro comunicazione può aiutare a ridurre la probabilità di sviluppare tale patologia.