Introduzione generale
Il santuario di S. Gabriele, nella stupenda cornice del Gran Sasso teramano, è come una perla incastonata nel verde della Valle Siciliana, così detta fin dall’antichità per il lungo soggiorno dei Siculi (ca. 1.200-800 a.C.) avvenuto durante la loro migrazione dal nord-est Europa verso il sud d’Italia.
Quando nel 1215, al termine del concilio Lateranense IV, S. Francesco d’Assisi, insieme al beato Anastasio, vescovo di Penne, si recò nella zona per pacificare alcune nobili famiglie in dissidio per un confine di proprietà, vi trovò una chiesetta campestre dedicata all’Annunziata. Nel 1216, sul confine contestato, iniziarono i lavori per la realizzazione di una piccola sede francescana da erigere come “monumento di pace”. Essa già figurava nel 1222 col nome di “Convento della Valle”, che nel 1229 ospitò il primo capitolo di altri cinque capitoli celebrati dalla nuova Provincia serafica in Abruzzo.
Presenza dei Francescani
Nel corso del XVI secolo i Conventuali ristrutturarono e abbellirono sia il convento che la chiesa dell’Annunziata (questa però era divenuta dell’Immacolata e nel 1590 si era arricchita di un portale, oggi ricostruito nel chiostro del convento).
Il convento fu abbandonato dai francescani nel 1809, in seguito alle leggi di soppressione emanate da Gioacchino Murat.
La sera della domenica del 10 luglio 1859, insieme ad altri studenti guidati dal servo di Dio Norberto Cassinelli, vi giungeva da Pievetorina (Macerata), S. Gabriele che vi rimase fino alla morte avvenuta all’alba del 27 febbraio 1862.
Nel 1866 il convento fu nuovamente abbandonato in seguito alla nuova soppressione voluta dal governo liberal-massonico italiano.
Nell’ottobre 1892 inizia la glorificazione di S. Gabriele quando, durante l’esumazione dei suoi resti mortali, avvennero i primi strepitosi miracoli sulla sua tomba. Dopo circa due anni, nel 1894, i passionisti poterono tornare ad officiare nella chiesetta antica, divenuta meta di pellegrini.
Nel 1908, in occasione della beatificazione di S. Gabriele, l’antica chiesetta, che misurava circa 12 metri, fu ingrandita e portata alle attuali 3 navate. (mettere un link che rimanda alla sezione specifica)
A ridosso della colonna destra del transetto, dal 1908, un piccolo recinto protegge uno dei luoghi più cari ai devoti, la Tomba di S. Gabriele, sulla quale continuano ad accadere, dal 1892, strepitosi prodigi. Qui il santo rimase sepolto dal 28 febbraio 1862 al 17 ottobre 1892, quando, con il concorso di migliaia di persone, le autorità procedettero alla ricognizione dei suoi resti mortali.
Nel 1929, il prospetto si arricchì dell’armoniosa artistica facciata, con colonne di granito rosa, sulla quale si possono ammirare 5 statue (L’Immacolata, S. Paolo della Croce, S. Vincenzo Maria Strambi e 2 Angeli) sono dello scultore Ernesto Paleni di Bergamo e 3 mosaici (nel timpano: S. Gabriele nella gloria, a sinistra: la vocazione del santo, a destra: la morte del santo) sono del veneziano Angelo Gianese. Il 1° luglio 1929 la chiesa fu dichiarata “Basilica Minore” da Pio XI.
Sopra la porta d’ingresso principale, nella parete di fondo è posizionato l’organo a canne.
Iscrizioni, affreschi e pitture (navata destra)
Entrando in chiesa subito a destra troviamo, in alto sopra la porta, una lapide scritta in latino posta dai religiosi del Santuario per ricordare nel tempo la storia della nostra chiesa.
Nel corpo della chiesa, a destra entrando, c’è la deposizione del Montagna Bartolomeo, Compianto, 1500, Santuario di Monte Berico, Vicenza. La nostra è una copia del Berkowski realizzata nel 1933.
Sulla navata destra di chi entra si apre la Cappella del Santo. Su progetto dell’ing. Egisto Belletti di Cesena, essa fu iniziata nel 1914 e terminata nel 1917, quando il romano Nazareno Diotallevi ne decorò con grazia la parte superiore. In elegante stile gotico “inglese”, la Cappella nel suo insieme costituisce un vero monumento di arte sacra per i temi svolti, la straordinaria finezza di esecuzione e la rara policromia del cemento che sembra sfidare i graniti.
A cura del nuovo postulatore P. Luigi Besi, nel 1917 venne eseguita l’urna del santo in bronzo dorato e in raffinato stile gotico, da collocare sotto il nuovo altare donato dalla Curia generale dei passionisti. Nello stesso anno fu terminata la Cappella dedicata al santo, iniziata nel 1914. In elegante stile gotico inglese, la Cappella nel suo insieme costituisce un vero capolavoro di arte sacra per i temi svolti, per la straordinaria finezza di esecuzione e per la rara policromia del cemento che sembra sfidare i graniti. La Cappella fu inaugurata solennemente la domenica del 22 febbraio 1920. (mettere un link che rimanda alla sezione specifica)
In alto, a sinistra della Cappella sopra la porta, nel 1968 fu collocato il busto di Giovanni XXIII a ricordo della proclamazione di S. Gabriele patrono d’Abruzzo.
Il quadro di San Paolo della Croce fondatore dei Passionisti (Berkowski, 1936).
In alto, a destra dell’altare centrale sopra la porta di accesso alla sacrestia, si vede la nicchia dove si ricorda il pontefice Benedetto XV che il 13 maggio 1920 ha elevato il B. Gabriele con il titolo santo (1921).
Gli affreschi dell’abside e quelli della calotta o “Gloria di San Gabriele” e l’Immacolata sul catino sono di Ugo Scaramucci (1921) raffigurano, insieme ad Angeli ed Arcangeli, i santi patroni della zona.
Dal Tabernacolo verso destra: S. Gabriele Arcangelo, S. Cassiano martire, S. Antonio di Padova, Angelo.
Dal Tabernacolo verso sinistra: S. Michele arcangelo, S. Tommaso apostolo, S. Francesco d’Assisi, Angelo,).
(mettere un link che rimanda alla sezione specifica)
Affreschi e pitture (navata sinistra)
Entrando in chiesa subito a sinistra troviamo, in alto sopra il quadro dell’annunciazione, una lapide scritta in latino posta dai religiosi del Santuario per ricordare nel tempo la storia della nostra chiesa.
Nel corpo della chiesa, entrando a sinistra troviamo dipinto dell’annunciazione. Dipinto su tavola, eseguito con tempera ad olio raffigurante l’Annunciazione di Maria Vergine del “Maestro della leggenda di Santa Lucia” di Bruges (anno 1485).
Tra i due ingressi l’altare dell’Addolorata e del Cristo morto (realizzazione 1908 ed ultima collocazione 1921).
Sopra al secondo ingresso dei confessionali si trova un quadro di San Gabriele con i fanciulli. Nel 1929 circa si acquistò dal Francisi un quadro che rappresenta S. Gabriele patrono della gioventù.
Quadro realizzato dallo Scaramucci nel 1921.
Guardando l’altare sopra la porta troviamo il busto del Sommo Pontefice Pio X a ricordo della Beatificazione.