San Gabriele dell’Addolorata, Compatrono della Gioventù Cattolica Italiana
Quando nel numero 5 del 27 Maggio u. s. (1926) demmo l’annunzio faustissimo, che S. Gabriele era stato dichiarato ufficialmente Compatrono della Gioventù Cattolica Italiana, promettemmo di parlare – in seguito – diffusamente di questa gloria novella che circonda di luce ancor più smagliante, la soave figura del nostro Santo.
Oggi manteniamo la promessa. L’idea di far attribuire a S. Gabriele questo onore, sorta in noi da parecchio tempo, si fece ancor più viva all’epoca della Canonizzazione del Santo, nel 1920; ed anzi sin da allora se ne incominciarono le pratiche, soprattutto adoprandoci che S. Gabriele venisse dichiarato Patrono di alcuni gruppi regionali di associazioni giovanili, e titolare di molti circoli cattolici ed associazioni sportive; cosa che facilmente si ottenne, e sempre con unanime consenso ed entusiasmo dei giovani e dei dirigenti.
Il Capitolo Generale dei Passionisti, adunato in Roma nel maggio dell’Anno Santo 1925, il giorno 13 dello stesso mese, 5° Anniversario della Canonizzazione di S. Gabriele, tra il plauso unanime dei Padri venuti da tutte le nostre Provincie sparse pel mondo intero, formulava anzi il voto seguente: “Ad accrescere sempre più il culto e la devozione dei popoli verso S. Gabriele dell’Addolorata, il ven. Capitolo accoglie volentieri la proposta di supplicare la S. Sede, perché il medesimo venga dichiarato Compatrono dei Circoli giovanili cattolici; e dà incarico alla Curia generalizia, dell’effettuazione del voto”.
Prima di raggiungere questo risultato, era ben giusto che la Gioventù Cattolica Italiana precedesse tutte le associazioni giovanili del mondo intero, nell’acclamare ed eleggere S. Gabriele dell’Addolorata come suo compatrono; e le ragioni di questa precedenza, sono ben facili a comprendersi.
Venne adunque presentata la proposta al Consiglio Superiore della G. C. I. e questo, adunato in Roma nella primavera scorsa, per compilare il nuovo Statuto secondo gli ordini della S. Sede, l’accoglieva con unanime consenso. Riferiamo in proposito la lettera che abbiamo ricevuto dall’Ill. e Rev. Mons. Domenico Tardini, Assistente Ecclesiastico Generale della G. C. I.: “Roma – 23 Dicembre 1926 – Rev. Padre; In risposta alla sua del 16 corrente mi affretto a significarle che S. Gabriele dell’Addolorata è ormai protettore della Gioventù Cattolica Italiana ed il suo nome è stato aggiunto nel 1º articolo degli statuti a quello degli altri Santi Protettori. La cosa si è conclusa molto facilmente.
Nella mia qualità di Assistente Generale proposi al Consiglio Superiore di aggiungere ai Protettori anche S. Gabriele dell’Addolorata, che può veramente dirsi il modello dei giovani cattolici dei nostri giorni. La proposta fu accolta molto volentieri. Aggiunto il nome del Santo al 1º Articolo dello Statuto – che doveva essere nuovamente pubblicato in seguito alle recenti modificazioni introdotte dalla S. Sede – lo Statuto medesimo fu presentato alla Segreteria di Stato e da questa approvato. Abbiamo già comunicato ai Circoli che si adoperino per celebrare il 27 Febbraio la Festa di S. Gabriele. ecc.”.
Ed ecco il 1º Articolo dello Statuto della Gioventù Cattolica Italiana:
“La società della Gioventù Cattolica Italiana (fondata nel 1868 ed approvata dal S. Padre Pio IX di santa memoria) è consacrata al SS. Cuore di Gesù ed è sotto la protezione speciale di Maria Santissima Vergine Immacolata, di S. Pietro Principe degli Apostoli, di S. Giuseppe, di S. Luigi Gonzaga, di S. Filippo Neri, e di S. Gabriele dell’Addolorata”.
Noi esultiamo di questa novella gloria che circonda l’amabile San Gabriele, e sentiamo il dovere di ringraziare con tutto il cuore, quanti si sono adoperati a sì nobile intento: specialmente l’Ill.mo e Reverendissimo Mons. Tardini, Assistente Generale della Gioventù Cattolica Italiana. Essi hanno compiuta un’opera di vera devozione verso il glorioso Santo, e di immenso spirituale vantaggio per la gioventù appartenente a quelle Associazioni Cattoliche, che il Papa chiama: la pupilla degli occhi suoi.
Giovani che formate i Circoli Cattolici della nostra Italia; cari adolescenti, che affollate le Sezioni di Aspiranti o di baldi e forti Esploratori: levate alti i bianchi vessilli innanzi alla celestiale figura del vostro novello Patrono; dite a Lui con tutto lo slancio del vostro vergine cuore, il saluto di omaggio, la vibrante parola di affetto. Egli, come angelo tutelare, sarà sempre al vostro fianco per sorreggervi nelle aspre lotte della vita, perché il vostro animo non resti contaminato dalla marea di fango che vorrebbe salire a travolgervi, e voi possiate sempre a fronte alta e serena, marciare sotto il segno augusto della Croce di Cristo. Alla vostra preghiera – quotidiana e confidente – Egli risponderà ognora con immenso amore; Egli che della vostra età conobbe i pericoli e le battaglie, e seppe fortemente adoprarne le esuberanti energie, per arricchirsi l’animo delle virtù più preziose.
Molto giustamente ha detto il vostro Assistente Ecclesiastico Generale “S. Gabriele dell’Addolorata può veramente dirsi il modello dei giovani cattolici dei nostri giorni”. Non solo perché Egli è, si può dire, di questa nostra generazione (vive ancora il suo fratello Michele); ma perché nella sua vita in famiglia, alle scuole pubbliche, in mezzo al mondo – senza parlare degli ultimi 5 anni vissuti nel chiostro – i suoi giorni trascorsero in un ambiente ed in occupazioni che sono quasi comuni a tutti i fanciulli ed i giovani; e gli atti suoi generosi a vincere inclinazioni non rette; i suoi medesimi difetti, poi seriamente e felicemente repressi, sono il più efficace ammaestramento e stimolo alla gioventù – spesse volte incostante nel bene – a conservare puro il cuore, libera l’anima, col sentimento del dovere, che la Religione rende più vivo e più sacro.
Giovani e fanciulli! Guardando la soave figura del vostro novello Patrono, S. Gabriele dell’Addolorata, non potete dire che atterrisca in Lui il rigore di austerità eroiche ed inimitabili, o che da Lui quasi vi allontani la luce troppo abbagliante di carismi straordinari. In S. Gabriele vedete la vita ordinaria all’esterno – per quanto intensa nell’affetto e nello slancio verso Dio; – la virtù comune, che ciascuno può e deve ricopiare in se stesso; e tutto questo, illuminato da un perenne sorriso, allietato da una pace inalterata, pervaso da una giocondità ineffabile, che tutti sempre gli videro vibrare nello sguardo limpido, fiorire nel delicato sembiante; sorriso, pace e giocondità che lo rendevano tanto amabile a quanti lo conobbero, e che a Lui stesso, pur tra le mura ed i silenzi del chiostro faceva ripetere: “La mia vita è un continuo godere!”
La proclamazione di S. Gabriele dell’Addolorata, a Compatrono della G. C. I. non è e non deve essere una semplice formalità, od un atto momentaneo sia pur nobile e solenne. Nei giovani nei Circoli e negli aspiranti deve rinvigorire i più magnanimi propositi di bene, affinché sappiano in sé realizzare il magnifico programma: Preghiera, Azione, Sacrificio, oggi negli anni dei sogni e delle speranze; domani per tutta la vita, nell’intensità delle opere, nella elevata e cristiana convinzione del dovere, per la gloria di Dio, per la grandezza della Patria.
Per questo, non basta che essi leggano il nome di S. Gabriele nello statuto della loro Associazione, e ne vedano la cara Immagine nella Sede ove si riuniscono, ma è necessario ne conoscano la vita, ne comprendano lo spirito; lo amino, diremo, come un fratello, per poterlo più facilmente ricopiare come modello, e più fiduciosamente invocarlo quale patrono.
Con la Vergine Immacolata, col Principe degli Apostoli S. Pietro, col purissimo sposo di Maria S. Giuseppe, coll’angelico S. Luigi Gonzaga, con l’amabile e giocondo S. Filippo, vegli sui giovani cattolici S. Gabriele, il Santo della purezza illibata, della fortezza eroica, dell’amore ardente, della più soave letizia. E dal Cuore divinissimo di Gesù, a cui è consacrata la G. C. I. ottenga candore, generosità, fermezza di propositi a ciascuno dei giovani, perché godano sempre la vera pace e la santa allegrezza; ed alle Associazioni Cattoliche il conforto nelle amarezze, il trionfo nelle aspre battaglie, ed il più meraviglioso rifiorire: cosi come il prato si riveste di verde o di fiori, dopo i rigori dell’inverno, dopo l’infuriare della bufera.
Articolo pubblicato su:
L’Eco di San Gabriele del 27/01/1927, 1