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La nuova geografia dei matrimoni cattolici

Il matrimonio cattolico sta spostando la sua latitudine internazionale. Nel 2024 nel mondo sono stati celebrati quasi 2 milioni di matrimoni cattolici. Di questi il 37,4% nelle Americhe, il 21,5% in Asia, il 21% in Africa e il 19,3% in Europa. È la fotografia più recente dell’Annuarium Statisticum Ecclesiae, che segnala una progressiva perdita di peso del vecchio continente e dell’America e una crescita relativa di Africa e Asia. Il dato è tanto più significativo perché i cattolici nel mondo nel frattempo continuano ad aumentare: hanno superato quota 1,42 miliardi.

L’Italia è uno dei casi più netti della trasformazione. Secondo l’Istat, nel 2024 sono stati celebrati 173.272 matrimoni, il 5,9% in meno rispetto al 2023. Quelli religiosi sono diminuiti dell’11,4% in un solo anno e rappresentano il 38,7% del totale: oltre sei nozze su dieci sono civili. Nel 2019 la quota dei matrimoni civili era ancora al 52,6%. Il cambiamento riguarda ormai anche le prime nozze: nel 2024 il rito civile ha raggiunto il 50,2%, pur restando meno diffuso nel nostro Mezzogiorno. Nei primi nove mesi del 2025, inoltre, l’Istat registra un ulteriore calo dei matrimoni complessivi del 5,9%. La traiettoria italiana trova riscontri nei Paesi europei a più forte tradizione cattolica. In Portogallo, nel 2024, solo il 19,9% dei matrimoni tra persone di sesso opposto è stato celebrato con rito cattolico: 7.094 nozze contro 28.361 esclusivamente civili. Nel 2015 i matrimoni cattolici pesavano ancora per ben il 36%. In Irlanda la discesa è altrettanto evidente. Le cerimonie cattoliche sono passate da 13.071 nel 2014 a 6.425 nel 2024, con una contrazione del 50,8% e una quota scesa in appena 10 anni dal 59,3% al 31,6%. Persino la Polonia, uno dei Paesi europei con la più alta incidenza di popolazione cattolica, mostra una trasformazione: nel 2024 i matrimoni religiosi con effetti civili rappresentavano il 44,1% del totale. La Spagna segue una direzione simile, anche se dal 2020 l’INE non distingue più statisticamente tra rito cattolico e altre confessioni. Nel 2024 i matrimoni complessivi sono stati 175.364, +1,7% sull’anno precedente: una lieve ripresa della nuzialità che non consente però di parlare di ritorno alle nozze religiose.

Fuori dall’Europa il quadro è meno uniforme. Messico e Brasile, due dei maggiori Paesi cattolici al mondo, continuano ad avere numeri assoluti elevati: rispettivamente 486.645 e 948.925 matrimoni registrati nel 2024. In Messico, tuttavia, il totale è sceso del 3% rispetto al 2023 e il tasso di nuzialità è passato da 6,9 per mille adulti nel 2015 a 5,4 nel 2024. Le statistiche civili dei due Paesi non permettono però un confronto diretto tra rito cattolico e civile. Il contrasto appare piuttosto evidente: mentre il numero dei cattolici cresce soprattutto fuori dall’Europa, la pratica sacramentale matrimoniale si indebolisce proprio nei Paesi dove la Chiesa ha avuto per secoli il suo radicamento più capillare. Anche per questo il matrimonio è diventato uno degli indicatori più sensibili della secolarizzazione. La tendenza, dunque, non è semplicemente “meno matrimoni”. È soprattutto una crescente separazione tra matrimonio e appartenenza religiosa nei Paesi cattolici maturi.

Dove convivenze, seconde nozze e secolarizzazione sono più diffuse, il rito ecclesiastico perde terreno più rapidamente del matrimonio stesso. Il matrimonio cattolico resta un fenomeno globale, ma il suo centro di gravità si sta spostando: meno Europa, più Africa e Asia.