Il predatore predato. Il pesce spada (Xiphias glaudius) deve il suo nome alla mascella superiore che gli consente di lanciarsi, anche a più di 60 km orari, nei banchi di aringhe, sgombri e acciughe, li colpisce lateralmente per stordirli o ferirli a morte. Le sue carni sono eccellenti, poco grasse e dal gusto delicato anche se, essendo di grossa taglia, possono risultare più di altre inquinate (ad esempio mercurio) di quelle di pesci più piccoli.
Molto ricercato dalla pesca commerciale risulta attualmente sovrasfruttato in tutto il mondo. Sono circa 9.000 le tonnellate prelevate all’anno nel solo Mare Mediterraneo, qui la popolazione residua è inferiore al 30% di quella originaria. Invertire questa tendenza è ancora possibile attraverso l’istituzione di aree marine protette e controlli sulla pesca illegale, per questo si batte l’Alleanza 30×30 Italia iniziativa della Fondazione Worldrise.